Nome scientifico: Foeniculum vulgare.

Nome comune: finocchio selvatico.

Nome inglese: fennel, common fennel.

Parti usate: semi o frutti (il frutto del finocchio è diachenio, cioè due frutti uniti tra loro, caratteristica utile per il riconoscimento) e radici.

Componenti: olio essenziale, flavonoidi, tocoferoli, fitosteroli.

Proprietà: presenta prorietà digestive, carminative e favorisce la motilità gastointestinale.

Pianta erbacea, da annua a perenne, diffusa nelle regioni mediterranee e in Europa centrale purchè calde e soleggiate. 

I semi di finocchio sono stati sempre usati non solo sugli adulti ma principalmente in pediatria, nei disturbi dispeptici e negli spasmi intestinali.

Si può usare il decotto dei semi di finocchio nelle infiammazioni oculari (blefarite e congiuntivite, specialmente se accompagnate da gonfiore delle palpebre).

I germogli teneri si usano durante l’inverno nelle minestre o si mangiano lessati e conditi: per fare la zuppa frantoiana, nell’aretino, le foglie fresche servono per profumare gradevolmente l’acqua dove si cuoce il pesce.

Per aumentare la diuresi, unito anche a radici di asparago, pungitopo, sedano e prezzemolo. La pianta fresca ha maggiore azione diuretica.

Curiosità: l’antico nome latino deriva probabilmente da foenum = fieno o con allusione alla finezza delle foglie o al suo aroma.

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